PANE E AMORE

PANE E AMORE      

La vita, in natura, è energia che prende forma nelle mutevoli forme di specie di organismi viventi.

L’umano, non vive di solo pane, è organismo psicofisico, per cui la vita è pane e amore.

Non sappiamo quale è lo scopo della vita e la scienza non lo sa. L’uomo animale, evoluto in homo sapiens, cosciente di esistere, si chiede il perché della sua vita e cerca una motivazione diversa da quella delle altre specie. La motivazione del perché – siamo in questo mondo – è diversa oppure no dalla motivazione del maiale, del pollo o del mio cane ? Noi umani riteniamo che l’animale vive per mangiare: chi lo sa ?  Per noi umani, il senso e lo scopo ultimo della nostra vita è pane e amore.

Certamente tutti gli organismi viventi sono venuti al mondo senza chiederlo, impegnati a lottare per restarci, fin quando il destino li porta via. Di tutte le specie viventi, solamente all’uomo evoluto è dato di rinunciare alla lotta per la sopravvivenza e di andarsene da questo mondo, prima ancora del tempo assegnato dal suo destino. Per questo, l’uomo evoluto trasforma e manipola ogni cosa, credendosi padrone di se stesso e del mondo. Ma noi non siamo padroni neanche della nostra vita, la vita è padrona di noi. L’evoluzione non ci ha concesso di essere creativi della nostra vita; ci ha concesso di rinunciarci, ancor prima di quanto stabilito e di sceglierne la luce della strada da illuminare nel senso personale in pane e amore, con cui giungere al suo traguardo. Siccome la vita è selettiva, in questo mondo dove nulla è gratuito, ogni percorso è fornito di problemi da risolvere e ostacoli da superare, con determinazione. La partecipazione alla selezione è obbligatoria per sopravvivere e prevede un premio e una bocciatura, che si concretizzano con il piacere e la sofferenze sensibili. L’uomo evoluto analizza, manipola e trasforma, ma la natura non fa sconti e concede all’umano di scegliere  tra possibili  suoi stessi adattamenti alle leggi della stessa natura, sia nella conquista del piacere che nell’ evitare la sofferenza.

Mangiare è naturale e bisogno primario sia per il cucciolo di animale come per il cucciolo di uomo, che cercano, poco dopo nati, la fonte dove ciucciare il loro nutrimento e il riferimento. L’obeso cerca di compensare la sofferenza con il piacere di mangiare, ma la consapevolezza gli dà la luce della strada da percorrere.

La natura non fa sprechi e obbliga all’equilibrio. L’obesità è manifestazione di accumulo di energie non utilizzate nell’attività dell’organismo vivente, così come previsto dalle leggi della natura. L’accumulo non salutare penalizza lo stesso organismo accumulatore.

L’uomo evoluto si chiede il perché del suo accumulo di peso e la risposta più frequente è che mangia più di quanto necessario al bisogno naturale, cosi come mangia male. Mangia non per vera fame, ma per compensare il vuoto interiore, dove mancano i  riferimenti, su cui costruire la personale vita. E’ una mancanza, che la sua mente vede come minaccia alla sopravvivenza della sua persona. Il cucciolo di uomo piange per fame e anche per mancanza di affetto. Queste sono, per l’umano, mancanze con effetto psicofisico, che possono manifestarsi nella personalità e in sindromi.

 L’osservazione scientifica ha dimostrato che il bambino ben nutrito e curato con amore cresce meglio del bambino ben nutrito e curato senza amore. Per l’umano, il mangiare e l’amore sono nutrimenti naturali e la carezza è manifestazione di amore con valenza di un massaggio psico-fisico. L’obesità è manifestazione del tentativo, da parte del subconscio, di ritorno all’origine nelle braccia amorose della madre protettrice.

Il percorso efficace, finalizzato al dimagrimento, deve essere illuminato dalla consapevolezza del bisogno psico-fisico della persona: tutti noi abbiamo bisogno di pane e amore, nel significato del supporto psicologico, ma non per tutti il bisogno diventa sofferenza psicosomatica.

Se la luce sulla strada la illumina la volontà dell’umano, nel senso della vita umana, l’umano illuminato vive la pienezza della vita, che ricolma di buon umore quel vuoto buco nero, del senso di mancanza di soddisfazione esistenziale: fai che mangiare sia salute e piacere fisico e esistenziale.

 

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