LA STRADA VINCENTE


In questo mondo dove nulla è gratuito, l’umano consapevole di esistere e dell’esistenza degli assiomi della natura, è posseduto dal desiderio di vincere la libertà di percorrere la strada vincente di benessere, di un posto al sole, consistente in pane, amore e fantasia. Per l’umano  la mancanza di libertà di dire e fare ciò che pensa, è genitrice di malessere. Il terzo occhio, occhio dell’ intuizione extrasensoriale , che illumina la mente con i pensieri creativi di  buon umore, la sapienza e la conoscenza, consente al creativo di se stesso di percorrere la strada  del vincente, nel senso della libertà di farsi la propria vita.

Gli antenati degli attuali umani erano uomini animali, vivevano per mangiare, impegnati nella lotta faticosa, per la sopravvivenza naturale, spesso soffrivano la fame, la fatica e gli stenti, come natura disponeva. Per loro, mangiare era naturale. Non abbiamo prova dell’esistenza di  di stili di vita diversi tra di loro. Non avevano facoltà di pensare a stili di vita diversi da quello animale, naturalmente orientati alla lotta per la sopravvivenza.   Erano orienti a cercar compagni  nella  lotta per la sopravvivenza nel presente, guidati dalle leggi della natura tra cui lo stimolo al piacere, ma non conoscevano il desiderio costruito dal pensiero, che neanche avevano. Cominciarono a costruire il loro futuro quando, coscienti di esistere e della sopraggiunta sofferenza esistenziale, cominciarono a vedersi sulla strada del futuro desiderato.

In tempi moderni, l’umano creativo dei suoi stili di vita pensa e ripensa, rimuginando nel passato, si proietta nel futuro, trascura il presente. Non si salva dalla sofferenza antica, della lotta per la sopravvivenza, né da quella moderna, per cui cerca compagni al duolo, ma non scema la pena. Conosce bene la sua pena esistenziale che rimuove con il fare consumistico senza senso. Si sente perdente. Nonostante la sua intelligenza e le conoscenze, non trova la strada del vincente, ma conosce le scuse del perdente, che lo portano a rimanere nell’oscura immobilità e lo incatenano alla gogna esistenziale.

Si, è proprio così. Ci spaventa la perdita per quello che non c’è più e che abbiamo, anche se è di troppo; ci sentiamo mancanti nel soddisfare il desiderio, per ciò che non abbiamo. Dimentichiamo che il benessere lo troviamo tra il troppo e il troppo poco, nel giusto sufficiente, come natura vuole: la salute sufficiente e lo spirito promotore di libertà nel buon umore dell’umano concessogli da un boccone saporito e salutare, gustato lentamente mentre concede sapienza e sazietà.

 Sei inattivo nell’aspettativa che la tua vita cambi, ma la vita non cambia è la strada che devi cambiare, con la strada vincente. Da una parte ti blocca il peso e dall’altra l’ insufficiente volontà, che non ti consente di conoscere la strada del vincente il tuo malessere. Conosci bene il tuo rimuginare, di cui non sai il perché. Sai che la tua vita non va, ma ti manca la volontà di darci una sterzata, che ti porti sulla strada maestra del vincente. Anzi una briciola di potenziale volontà ce l’hai, ma non riesce a esplodere e vincere l’immobilità. Hai bisogno di corda e di strada “chi dalla vecchia strada va alla nuova, sa che lascia ma non sa che trova”. Il dubbio e la sfiducia ti blocca, forse l’apatia o forse la mancanza di amore, che non ti consente il sufficiente buon umore creativo,  con cui promuovere le tue azioni. Vero è che “dimentichiamo il sapore del latte ricevuto dalla mamma, ma non il suo amore per noi gratuito. “Eppure, sappiamo bene che la libertà autentica è anche impegnativa perché è sinonimo di rigore, di creazione. L’umano preferisce non trovarsi solo con se stesso e con le scelte da compiere. Preferisce l’amore gratuito della mamma e l’intima servitù,”con cui trascura il desiderio di realizzarsi, nelle personali prospettive di  vita.

Siamo i sopravvissuti dell’uomo animale, che viveva per mangiare, non riusciva a stare sazio e a riposare, perché la lotta per la sopravvivenza naturale  tanto gli consentiva e senza alternative. “Mangiare, gli era naturale e neanche ci pensava, ma neanche l’umano ci pensa, almeno per quanto basta al bisogno di salute.  L’uomo animale, evoluto in umano, è creativo del suo modo di vivere, almeno ci prova a creare comodità e abbondanza di derrate alimentari, che conserva in dispense pronte per il consumo a volontà. Non vive per mangiare come i suoi antenati, vive per il desiderio di pane, amore  e fantasia con tutte le complicazioni psichiche, fisiche e comportamentali.

Molte insoddisfazioni sono causate dalle complicanze e sindromi della vita moderna. La sofferenza della persona moderna è dovuta alla mancanza di libertà creativa, di salute, di stima e considerazione, di amore gratuito. La nostra sofferenza non è dovuta solamente alla mancanza di salute. E’ dovuta anche alla mancanza di stima e considerazione “la sindrome di Calimero nero”, nessuno mi vuole. La causa di molti mali sta nel subconscio, nella sedentarietà, ecc., ma anche negli stili di vita, nelle prospettive di vita , nel potenziale vincente nel mito di se stesso. Ciò che manca, a volte, è la strada maestra da percorrere senza raccorciate. La sapienza e la conoscenza del maestro di vita, significativo, lo accompagna nel percorrere la strada maestra, che conduce all’uscita della selva oscura, sulla soglia del vincente il benessere.

 

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